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T4Tech presente al MARC 2013 del 18 e 19 Maggio a Genova!

T4Tech sarà presente al prossimo MARC che si terrà presso la fiera di Genova in Piazzale Kennedy i prossimi 18 e 19 Maggio!

Ecco un video dei partner che prenderanno parte con noi alla mostra

YouTube è anche a pagamento

Dal proprio blog YouTube ha fatto il più clamoroso e contemporaneamente più atteso degli annunci. Da ieri ha aperto i canali a pagamento.

Solo sul territorio statunitense 53 dei suoi canali passano a pagamento. Chi vuole vedere Sesame Street, Ultimate Fighting Champion (sono i due più noti e pesanti), Cars.tv, Jim Henson family TV, Gaydirect ecc, dovrà pagare 0,99 dollari al mese (ovviamente attraverso Google Wallet), cifra da dividersi tra aggregatore e proprietario del canale secondo una proporzione che, stando a Wired, penderà a favore del secondo. Per quella cifra gli utenti avranno diritto a vedere i suddetti canali su tutti i loro device (basta loggarsi con i propri nome utente e password), ovviamente senza pubblicità, inoltre per chi decidesse di pagare tutto l'anno subito è previsto uno sconto.

Questi 53 canali sono le lepri che fanno da apripista, le cavie per un sistema che ben presto diventerà una funzione attivabile da tutti i partner, ovvero tutti quei canali a cui il grande aggregatore concede (in ragione del loro successo) le funzioni avanzate e quindi la possibilità di condividere con Google gli introiti pubblicitari dei propri video. Dal lato utente quel che è importante, è evidente ed è stata una scelta precisa di Google, sono i 14 giorni di prova gratuita nei quali è possibile guardare il canale senza pagare. YouTube abbraccia il modello shareware e non rinuncia a mostrarsi, cioè non dimentica che la prima cosa è essere visti e la seconda è fare denaro.

Il cambiamento era molto atteso anche perchè in linea con tutte le innovazioni che abbiamo visto negli ultimi anni. Prima i milioni di dollari di finanziamento ai propri canali, poi l'apertura di studios in diverse location, i film a pagamento e ancora il redesign del sito con maggiore enfasi su certi tipi di contenuti (quelli professionali) a discapito di altri.YouTube però al momento non gareggia con Netflix, perchè non propone la visione di qualcosa di noto e ricercato, non punta cioè su TV e cinema ma continua a dare fiducia e insistere con forza sempre maggiore sui propri talenti, su quanto ha creato e coltivato nel tempo all'interno del proprio vivaio. Troppo spesso infatti i successi del tubo vanno a cercare il vero denaro altrove, troppo spesso (specie al di fuori degli Stati Uniti) i partner che capiscono di poter aspirare a contratti di altro tipo su altre piattaforme vengono inglobati dalla televisione, attirati da altri fondi e altri stipendi. I nuovi canali a pagamento sono un modo per tenere dentro di sè i propri pezzi più pregiati, dare un motivo in più per continuare a produrre dentro YouTube, un motivo che sa di denaro.

Dall'altro lato è anche l'ennesima mossa per avvicinare il proprio modello di business a quello dei canali via cavo o satellitari. Perchè come per quel tipo di canali anche per quelli di YouTube è molto più facile ottenere dei sottoscrittori se molto "verticali", cioè dotati di una programmazione caratteristica, di nicchia, facilmente individuabile e che garantisca all'utente una selezione di suo gradimento. Nessuno paga per una webserie che non conosce, ma per un abbonamento ad un canale con tanti contenuti che sa che gradisce (in cui ci sarà quella stessa webserie) magari sì.

Da tutto ciò dovrebbe essere evidente che questa mossa non significa la fine del tubo come lo conosciamo, ma una sua evoluzione che non ha motivo di uccidere quanto di buono avvenga nell'altro terreno (decisamente più esteso, vasto, inesplorato, stimolante e sorprendente), quello dei contenuti amatoriali, le varie declinazioni dell'UGC in cui prosperano meme e videocompilation fatte malissimo ma attraenti come calamite. Il reame dei gattini non verrà toccato da tutto questo, almeno non più di quanto sia stato colpito dal redesign del sito (quello sì poteva essere un colpo forte). Si tratta del ventre di YouTube, la base del suo successo, il grosso del suo traffico e il cuore del suo potenziale. Una forza intoccabile.

Da Google stanno solo lavorando ad un'offerta premium che li faccia entrare nei salotti migliori a parlare con gli sponsor migliori, al momento, senza sporcarsi le mani con le star, gli agenti e il sistema di licenze dei contenuti di Hollywood.

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Windows 8, 100 milioni di licenze e la sfida di Blue

Dalle vendite di Windows 8 al futuro dei PC, un'intervista rilasciata dal Chief Financial Officer (CFO) di Microsoft Tami Reller al blogger statunitense Brandon LeBlanc. A più di sei mesi dal lancio sul mercato globale, l'ultimo OS di Redmond ha portato alla distribuzione di oltre 100 milioni di licenze tra nuovi dispositivi e aggiornamenti dalle vecchie versioni software.

Alla fine dello scorso gennaio, BigM aveva confermato la distribuzione globale di oltre 60 milioni di licenze relative al nuovo OS, per un vistoso aumento del 14 per cento negli utili operativi della sua divisione software. Le vendite globali di Windows 8 hanno dunque raggiunto lo stesso ritmo registrato a sei mesi dal lancio del vecchio 7, precedentemente descritto come il sistema operativo più velocemente venduto nella storia.

Lo stesso CFO di Windows ha poi certificato un aumento nel volume di vendita dei dispositivi con licenze 8 e RT, con la progressiva inclusione di ulteriori touch device nella gamma offerta dal colosso di Redmond. Tami Reller ha però ammesso uno scarso livello di soddisfazione finora maturato dai vertici di Microsoft nell'assortimento di dispositivi touchscreen sul mercato globale.Resta infatti un alone di mistero sull'esatto volume di vendita dei tablet Surface, che secondo la società d'analisi IDC avrebbero portato alla distribuzione di 900mila unità nell'ultimo trimestre del 2013. Se il PC "è molto vivo e sempre più mobile" - come spiegato da Reller - il sistema operativo Windows 8 dovrà trascinare l'azienda statunitense verso la nuova generazione nelle postazioni desktop.

Microsoft è dunque pronta al rilancio con l'aggiornamento (nome in codice) Windows Blue, che dovrebbe essere svelato nei dettagli entro la fine di questo maggio. "Blue è un aggiornamento - ha spiegato Reller - È un buon modo per descriverlo e per pensarlo". Con Blue, la Grande M si concentrerà su tre aree principali, dalle nuove strategie touch all'ascolto di tutti i feedback pervenuti dall'esterno nel corso dei sei mesi trionfali di Windows 8.

Al di là delle criticità identificate nel rastrellamento dei feedback - in primis sulla mancanza del pulsante di avvio (start) - l'azienda di Redmond punterà sulla distribuzione dei tablet a 7 e 8 pollici ancor prima della release dell'aggiornamento Blue. Continuando a puntare sulle licenze Windows RT, che per gli stessi analisti di IDC potrebbero fare la fine del dodo con un misero 0,4 per cento pari a 200mila unità distribuite nel mercato globale delle tavolette.

Infine, recentemente anche integrato nel nuovo corso di Outlook.com, il servizio di storage SkyDrive ha festeggiato il traguardo dei 250 milioni di utenti, di cui 50 guadagnati nei sei mesi dal lancio di Windows 8.

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Facebook vuole comprare Waze (per 1 miliardo di dollari)

La rete sociale Facebook è in fase avanzata per acquisire Waze, un sistema di mappe in tempo reale, per una cifra che si aggira intorno al miliardo di dollari.

I contatti sono iniziati da circa sei mesi e già è stato firmato un pre accordo tre le imprese.

Waze non è un sistema di mappe. Prende le informazioni direttamente dai suoi utenti e così aggiorna le proprie mappe e le informazioni sul traffico in tempo reale. La sua efficacia, quindi, dipende dagli utenti. Negli USA ha grande successo, e la maggior parte delle persone da informazioni soprattutto nei percorsi urbani più trafficati.

Waze divenne famoso quando Apple tolse l'applicazione nativa di Google Maps per installare il suo sistema. Appena lanciata la app delle mappe di Apple era piena di problemi e così Waze ebbe un notevole successo come sostituto. Nell'ultimo anno. Waze ha triplicato i suoi utenti, arrivando a quasi 45 milioni di persone. Sono a Marzo è stato scaricato da 1,5 milioni di persone.

Waze e Facebook firmarono in Ottobre un'alleanza perchè la nuova versione potesse distribuire le informazioni sul traffico direttamente agli amici della rete sociale.

Questa potrebbe essere il terzo acquisto di Facebool di una impresa israeliana, dopo aver acquisito Snaptu per 70 milioni e Face.com per 60.

EA si aggiudica i giochi di Guerre Stellari, la Forza è potente

Disney ha siglato un accordo pluriennale con Electronic Arts, concedendo all'editore i diritti per lo sviluppo e la pubblicazione di giochi basati sull'universo di Guere Stellari. I termini dell'accordo prevedono un certo grado di libertà per l'azienda di Topolino, che manterrà i diritti relativi allo sviluppo di giochi social, online e mobile, mentre EA si concentrerà su PC e console.

Frank Gibeau, presidente di EA Labels, ha spiegato che i team di DICE e Visceral (rispettivamente gli autori di Battlefield e di Dead Space) parteciperanno allo sviluppo di titoli di Guerre Stellari. A chiudere il triangolo di software house "spaziali" ci penserà BioWare, che ha già una discreta esperienza con i giochi basati sulla licenza acquisita da Disney.

Basta ricordare titoli come l'apprezzato Star Wars: Knights of the Old Republic e il recente Star Wars: The Old Republic, un MMORPG che ha abbandonato velocemente la formula degli abbonamenti per passare al free to play e cercare di frenare l'emorragia di utenti.

"Ogni sviluppatore sogna di creare giochi per l'universo di Guerre Stellari. Le nuove esperienze che realizzeremo potranno prendere in prestito elementi dei film, ma i giochi saranno completamente originali, con storie e gameplay totalmente nuovi", ha dichiarato Gibeau, aggiungendo che al centro di questi nuovi titoli ci sarà il motore grafico Frostbite 3 sviluppato da DICE.

Gli appassionati hanno reagito in modi molto diversi alla notizia. C'è chi è contento che team come BioWare, DICE e Visceral possano mettersi al lavoro su questa licenza e chi invece crede che l'influenza di EA porterà a un'invasione di DRM, DLC, microtransazioni, pubblicità in-game e molte altre cose poco apprezzate.

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